I Migliori Momenti del 2026, 5-6: Il Lombardia, E3 Saxo Classic

La stagione 2026 fa ormai parte dei libri di storia, dunque è tempo di iniziare a fare un bilancio dell’annata appena conclusa partendo da quelli che sono stati i Migliori Momenti di quest’anno. Durante questa settimana vi proporremo dunque una rassegna di quelle che, a nostro avviso, sono state le dieci corse (o tappe) più avvincenti ed emozionanti degli scorsi mesi, grazie soprattutto ai grandi campioni che in questo periodo storico del ciclismo regalano spesso grande spettacolo interpretando le gare in maniera offensiva. Giorno dopo giorno, dunque, vi sveleremo progressivamente quelli che sono stati i momenti che ci hanno maggiormente appassionato durante questa stagione, in attesa di vivere nuove emozioni in quella nuova.

5. Il Lombardia

Alla Classica delle Foglie Morte, ultima Monumento della stagione, sboccia definitivamente il talento del fenomeno Paul Seixas, che si prende il primo successo di peso della sua ancor giovane carriera al termine di un’annata che lo aveva già visto grande protagonista in gare importanti, compreso il Tour de France. Assente per infortunio il vincitore delle ultime cinque edizioni, Tadej Pogačar, è il francese a regalare spettacolo nel finale della durissima corsa lombarda, aprendo il gas a poco più di 18 chilometri dalla conclusione, sulle impegnative rampe del Civiglio, e togliendosi tutti di ruota con una progressione pazzesca, che fa saltare uno a uno gli altri attesi protagonisti. Da lì inizia una cavalcata solitaria che lo porterà a trionfare sul traguardo di Como con un bel margine su Enric Mas e su Giulio Ciccone, ultimo a cedere al micidiale ritmo imposto dal 20enne, che diventa il più giovane vincitore di sempre del Lombardia e uno dei più giovani della storia a imporsi in una Monumento.

6. E3 Saxo Classic

Mathieu van der Poel conquista il suo terzo successo consecutivo nella classica fiamminga, ma quello di quest’anno è stato sicuramente il più sofferto dei tre per il fenomeno neerlandese, che dà il là al proprio show a una settantina di chilometri dalla conclusione, in risposta a un attacco di Mick van Dijke. Assieme al connazionale il 31enne guadagna un buon vantaggio sul gruppo e va progressivamente a riprendere i fuggitivi di giornata, restando poi da solo al comando a 42 chilometri dal traguardo, dopo una nuova accelerata, con circa un minuto di vantaggio sul plotone. Sembra l’inizio di un’incontrastata cavalcata solitaria, ma alle sue spalle non si danno per vinti e alla fine emerge un quartetto composto da Per Strand Hagenes, Jonas Abrahamsen, Florian Vermeersch e Stan Dewulf, che pian piano si riavvicinano sempre più al capitano della Alpecin-Premier Tech. All’ultimo chilometro il ricongiungimento sembra ormai cosa fatta, tanto che anche Van der Poel sembra rialzarsi per risparmiare qualche energia in vista dell’ormai probabile volata a cinque, ma a quel punto, incredibilmente, gli inseguitori iniziano a guardarsi e non vanno a chiudere i pochi metri di gap. Il 31enne approfitta del regalo, rilancia e va a trionfare con un margine minimo sui quattro “Babbi Natale”, che possono solo mangiarsi le mani per l’occasione persa.

7. Dwars door Vlaanderen

Come lo scorso anno la classica fiamminga regala un finale appassionante e dal quale a uscire nuovamente sconfitto è Wout Van Aert, ma se nel 2025 il belga poteva mangiarsi le mani per non essere riuscito a finalizzare il lavoro e la superiorità della Visma | Lease a Bike, questa volta ha ben poco da recriminarsi riguardo alla gestione della gara, che lo ha visto attaccare ai -40 dalla conclusione e restare da solo al comando a 10 chilometri dal traguardo. Purtroppo per lui, però, non aveva fatto i conti con un Filippo Ganna in giornata “Top” e più forte anche della sfortuna, che negli ultimi 50 chilometri lo colpisce due volte nel giro di poco, prima con una foratura e poi con la rottura del manubrio. Il verbanese è quindi costretto a spendere energie per inseguire e ricucire sul plotone, ma nonostante questo nel finale ha ancora la forza per attaccare e per allungare nel tentativo di riportarsi su Van Aert. All’ultima curva, il suo vantaggio sul gruppo è di soli 50 metri e altrettanti ne ha di distacco dal belga, che dell’azzurro mette nel mirino sul rettilineo finale e, con un’ultima accelerata, va a saltare proprio negli ultimi metri, andando così a conquistare una splendida vittoria, la prima per lui in una classica del pavé.

8. Tappa 6 Vuelta a España

Quanto visto nel finale della sesta frazione del GT iberico è stata una vera e propria rarità, almeno per quel che riguarda gli ultimi anni, ovvero Tadej Pogačar che, dopo aver attaccato e staccato tutti in salita, viene rimontato e ripreso da un altro corridore. Il corridore in questione è Enric Mas e lo scenario dove si compie tale avvenimento eccezionale è il Puerto El Bartolo, scollinato a una ventina di chilometri dal traguardo di Castelló. Qui lo sloveno, già vincitore di due tappe e saldamente in Maglia Rossa, accelera a poco più di 3000 metri dalla vetta, prima dell’inizio del tratto di sterrato, e sembra dare il là all’ennesimo show solitario, ma nelle ultime centinaia di metri dell’ascesa si vede raggiunto e addirittura superato dal portacolori della Movistar, brillante come non lo era da tempo. A quel punto, avendo fatto la differenza su tutti gli altri rivali, i due vanno di comune accordo fino all’arrivo, dove dopo aver anche rischiato di cadere in discesa Pogačar centra il terzo successo in sei giorni regolando Mas allo sprint, ma per lo spagnolo è un secondo posto che vale come una vittoria e che, soprattutto, costituisce una grande iniezione di fiducia dopo un periodo complicato. Tanto che, quando due giorni più tardi andrà a vestire il simbolo del primato dopo la caduta e il ritiro dello sloveno, non lo mollerà più fino alla fine.

9. Strade Bianche

Per il terzo anno di fila la corsa toscana segue il medesimo (spettacolare) copione, ovvero Tadej Pogačar che a un certo punto accelera, stacca tutti e inizia un assolo che lo porta nuovamente a entrare per primo in Piazza del Campo a Siena. Per il fenomeno sloveno, che era all’esordio stagionale, si tratta della vittoria numero quattro nella “classica del Nord più a Sud d’Europa” (nuovo record) e questa volta, come nel 2024, l’attacco decisivo avviene a circa 80 chilometri dalla conclusione. Il ritmo dell’allora campione del mondo è eccessivo per tutti tranne che, come accaduto l’anno prima, per Tom Pidcock, che però poco dopo deve cedere per uno sfortunato salto di catena. A emergere poco dietro è invece il talentino Paul Seixas, che prova anche a riportarsi sulla ruota dell'”alieno” in maglia UAE (quasi riuscendoci) prima di alzare bandiera bianca a sua volta e decidere di giocarsi il secondo posto con gli altri “umani”. Seconda posizione che il 19enne va poi a prendersi nel finale, prima staccando gli altri sul secondo passaggio da Colle Pinzuto e poi un altro giovane che è già un big, Isaac Del Toro, che completa un podio di grande livello.

10. Tappa 21 Tour de France

Nel giorno del quinto trionfo finale di Tadej Pogačar alla Grande Boucle la scena se la prende anche Mathieu van der Poel, che proprio assieme allo sloveno dà spettacolo lungo i tre passaggi dallo strappo di Montmartre nonostante (o forse proprio grazie a) la decisione di neutralizzare i tempi nel circuito finale, come era già avvenuto l’anno prima. Dopo una serie di azioni infruttuose in precedenza, nell’ultima scalata il neerlandese accelera e viene seguito solo dalla Maglia Gialla, con i due che fanno il vuoto e prendono un buon margine su un drappello di inseguitori e su ciò che resta del gruppo. Quest’ultimo riesce tuttavia a organizzarsi velocemente e, dato che quest’anno lo scollinamento era più lontano dal traguardo rispetto al 2025, a riavvicinarsi alla coppia di fenomeni negli ultimi chilometri, fin quasi a chiudere il gap all’imbocco del rettilineo finale degli Champs-Élysées. Con un grande sforzo, però, Van der Poel rilancia, si toglie di ruota Pogačar e riesce a resistere di un soffio alla rimonta dei velocisti, andando a cogliere uno splendido successo davanti al compagno di squadra Jasper Philipsen in un finale al cardiopalma.

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